Il telaio non gira
La gabbia esterna porta il piedino, l'asse e il nottolino. È l'unico riferimento fisso: tutto quello che frena scarica la sua coppia qui dentro.
0% — apertura del modello
Prototipo · progetto e CAD
Un mulinello da pesca a mosca disegnato da zero: telaio a gabbia da 94 millimetri, bobina large arbor su due cuscinetti a sfere, freno a sughero regolabile dal retro.
scorri
01 — Perché
Un mulinello da mosca fa una cosa sola: lasciare andare la lenza quando il pesce tira, e riprenderla quando smette.
Tutto il resto — il peso in mano, il suono in uscita, il modo in cui la manopola cade sotto le dita — è questione di scelte. Questo prototipo nasce dal voler prendere ognuna di quelle scelte di persona: il diametro dell'arbor, lo spessore del sughero, quanto deve sporgere il pomello per trovarlo senza guardare.
Ogni quota che leggi in questa pagina è misurata sul modello 3D, non stimata a occhio. Il file è uno solo ed è lo stesso che va in macchina: quello che vedi girare qui sopra è il pezzo, non un rendering ripulito.
02 — In numeri
03 — Come funziona
La gabbia esterna porta il piedino, l'asse e il nottolino. È l'unico riferimento fisso: tutto quello che frena scarica la sua coppia qui dentro.
Due cuscinetti a sfere alle estremità dell'alloggiamento la tengono in asse. Fra i due c'è tutta la lunghezza dell'albero: più distanza, meno gioco.
Il pomello posteriore comprime un disco di sughero contro la corona del cricchetto. Mezzo giro separa una frizione appena percettibile da una che piega la canna.
04 — Componenti
Da qui in avanti il mulinello si apre lungo il suo asse. Ogni pezzo esce dalla gabbia e resta da solo sotto la luce.
01
È l'unico comando esterno del mulinello, e l'unico che si usa con il pesce già in canna. Avvitandolo spinge in avanti tutto il pacco freno e schiaccia il sughero contro la corona: la coppia sale in modo continuo, senza scatti.
Sporge 12,5 mm dal piatto posteriore — abbastanza per trovarlo al buio con il pollice, poco abbastanza da non toccare mai il portamulinello della canna.
02
Chiude il foro Ø 40 del piatto posteriore e fa da pavimento a tutto il gruppo freno: sopra ci appoggiano la rondella di rasamento, il perno del nottolino e la corona del cricchetto.
È il pezzo che scarica sul telaio la coppia frenante. Tutto quello che la bobina non riesce a girare finisce qui, e da qui passa nella mano del pescatore.
03
La lamella che dà il suono. Pivota su un perno a 26 mm dall'asse, fuori dal diametro della corona: così il contatto avviene sempre sulla punta del dente e mai di striscio, e il click resta netto anche dopo una stagione.
È l'unico componente asimmetrico dell'intero mulinello. Da solo decide come suona in recupero e quanto graffia in uscita.
04
Anello dentato sul bordo esterno, con un mozzo che risale verso la bobina a fare da centraggio al disco di sughero. Gira insieme alla bobina; il nottolino la batte dall'esterno.
Quattro virgola otto millimetri di spessore: è il pezzo più sottile del gruppo freno e insieme quello che incassa più colpi, uno per ogni dente a ogni giro.
05
Il sughero resta il materiale più docile per un freno a mosca: attrito quasi costante anche bagnato e partenza morbida, senza lo strappo iniziale dei sintetici. Quando un pesce parte di scatto, è la differenza fra un finale che tiene e uno che salta.
Il disco lavora in presa diretta contro la corona; distanziale e molla dietro di lui distribuiscono la spinta del pomello su tutta la superficie d'appoggio.
06
La corona esterna tiene insieme tutto: piatto posteriore, montanti verticali e sede del piedino. È l'unico pezzo che non si muove mai — e l'unico che il pescatore stringe davvero quando il pesce parte.
Il piedino da 62,2 mm entra in qualsiasi portamulinello standard; i 9 mm di larghezza lasciano spazio agli anelli di serraggio senza forzarli.
07
Trentatré millimetri di albero con due sedi Ø 10 per i cuscinetti e una flangia Ø 26 alla base. Si innesta nel mozzo e riceve la vite del pomello.
Tutta la catena di carico passa da qui: coppia del freno, spinta assiale del pomello, peso della bobina carica di backing. È il pezzo che non può cedere.
08
Geometria di un 6000 commerciale: 10 × 26 × 8 mm, dodici sfere da 3,9 fra pista interna e pista esterna. Scegliere una misura standard significa poterlo sostituire ovunque, anche in trasferta.
Montato all'estremità posteriore dell'alloggiamento, è quello che regge il carico radiale quando la lenza tira di lato invece che in asse.
09
Un large arbor vero: anima da 33 mm che alza il diametro di avvolgimento, recupera più lenza a ogni giro e riduce la memoria della coda dopo una giornata in acqua.
Dentro corre l'alloggiamento Ø 26 che ospita i due cuscinetti alle estremità; fuori, la flangia posteriore forata chiude una camera da 113 cm³ — coda più backing con margine.
10
Gemello del posteriore, montato all'altro capo dell'alloggiamento. È la distanza fra i due che conta: più sono lontani, meno la bobina può oscillare sull'asse e più il recupero resta silenzioso.
Un anello di sede lo trattiene in posizione dentro il foro della bobina, senza bisogno di seeger o incollaggi.
11
La faccia visibile del mulinello, alleggerita con una doppia corona di fori: toglie massa dove non serve e lascia respirare la coda bagnata quando resta avvolta per giorni.
La manopola è piantata a 34 mm dall'asse — abbastanza fuori da dare coppia al polso, abbastanza dentro da non impigliare la lenza in recupero rapido.
12
Chiude la gabbia avvitandosi in testa ai montanti del telaio. Quattro millimetri di spessore che trasformano pilastri isolati in una struttura chiusa.
Senza di lui il telaio si aprirebbe sotto carico e la bobina comincerebbe a strisciare: è il pezzo che nessuno guarda e che tiene in piedi tutto il resto.
13
Il fermo della bobina. Si svita a mano, senza attrezzi, e libera la bobina dall'asse per il cambio coda: il gesto che un mulinello da mosca deve saper fare in mezzo alla corrente, con le mani fredde e la canna sotto il braccio.
La rondella sotto distribuisce la presa sulla flangia, così la filettatura non segna l'alluminio a ogni smontaggio.
05 — Indice completo
Quote in millimetri, ricavate dalle bounding box del modello. Le 24 sfere sono modellate come corpi separati: 47 solidi in totale.
06 — Specifiche
Trascina per ruotare, rotella per zoomare, Esc per tornare.
07 — Contatti
Il prototipo è in evoluzione: ogni revisione nasce da una giornata in acqua e da qualcosa che non funzionava come doveva. Consigli, critiche e domande sulle scelte costruttive sono benvenuti.
cristian.caroppo@hotmail.com